Dati sull’andamento dell’e-commerce che ci riguarda da vicino  – Analisi datata MAGGIO 2020

FONTE CASALEGGIO ASSOCIATI

Ultimamente capita sempre più spesso di affrontare con clienti, o potenziali clienti, il problema di creare un e-commerce.

Da un recente confronto con un cliente è nata l’esigenza di approfondire meglio il fenomeno e affrontare la decisione con dati alla mano che possano aiutare a valutare le opportunità che ci sono ad intraprendere la strada di un e-commerce aziendale oppure vendere su marketplace.

Quindi parliamo di numeri

Ho letto l’ultimo rapporto annuale disponibile della Casaleggio Associati e ho estrapolato questi dati per un veloce riassunto.

Questi dati rappresentano uno scenario numerico introduttivo che aiuta a prendere coscienza del fenomeno e del trend che il commercio elettronico ha nel nostro paese e nell’Unione Europea.

Mi sono limitato a riportare questi dati salienti perché sono quelli che toccano di più l’interesse delle PMI nostrane.

Mi auguro che li troviate interessanti.

e-commerce in Italia e in Europa - andamento e dati salenti

Fonte: Casaleggio Associati

L’e-commerce in Europa

L’Europa è il continente con la più alta penetrazione di internet, pari all’85% e in aumento del 5% rispetto all’anno precedente21. Gli utenti europei che accedono a internet ad oggi sono infatti 727,56 milioni.

Nel 2019 in Europa il 70,6% della popolazione ha acquistato online. Questa percentuale sembra destinata ad aumentare fino a raggiungere il 72,6% nel 2020 e il 78% nel 2024.

In media il 64,5% degli utenti nell’ultimo anno ha acquistato utilizzando un dispositivo mobile e il 79% ha ordinato prodotti tramite marketplace. In quest’ultimo caso la percentuale arriva fino al 94% in Spagna, 97% nel Regno Unito e 98% in Italia.

Analizzare le dinamiche dell’e-commerce cross-border è rilevante perché in Europa gli acquisti avvengono sul mercato domestico, ma anche su mercati stranieri: nel 2019 infatti sono stati 217 milioni i consumatori europei che hanno effettuato acquisti su e-commerce esteri, per un valore di circa 137 miliardi di euro.

Tra i Paesi prediletti dagli shopper europei si segnalano Cina, Regno Unito e Stati Uniti. In molti casi sono gli utenti più giovani ad acquistare dall’estero: più di 1 su 4 tra i 18 e i 29 anni lo fa almeno una volta al mese.

Tra le ragioni che maggiormente spingono ad acquistare da e-commerce di altri Paesi emerge il prezzo più basso: si tratta di uno dei principali driver per l’acquisto, per più del 50% degli utenti che hanno fatto shopping online dall’estero. Si rileva poi la continua crescita di persone anziane (oltre i 65 anni) che acquistano online.

L’incremento più alto, dal 2015 ad oggi, è stato in Spagna e Belgio (+15% per entrambi), mentre l’Italia registra un +13%.

L’e-commerce in Italia

Il 12% delle aziende italiane opera nell’e-commerce e il 79% di loro lo fa in ambito consumer.

Rispetto all’offline che negli ultimi 10 anni ha visto scomparire circa 63 mila negozi (-11%)34, il Registro Imprese conferma l’andamento dell’e-commerce in Italia: in tutto il 2019, le imprese attive che si sono registrate con codice ATECO 47.91.1 relativo al commercio online (primario o secondario) sono 6.968 ovvero il 20% in più rispetto a quelle registrate nel 2018. Le attività che si registrano con codice primario, indicando dunque come attività principale la vendita online, o che comunque hanno come codice prevalente in termini di fatturato quello e-commerce, sono il 68% (nel 2018 questa percentuale era del 54%).

In Italia la diffusione dell’online tra la popolazione dai 2 anni in su ha raggiunto quota 70% registrando, nel mese di dicembre 2019, una media di 41,5 milioni utenti unici nel mese, in linea con lo scorso anno.

Il desktop continua a diminuire (da 28,4 milioni di utenti unici a 25,7. In due anni questo dato è diminuito di 10 mila utenti).

La spesa media per persona all’anno è pari a 668 euro.

Il 76% degli utenti e-commerce ha acquistato da mobile nel corso dell’ultimo anno, contro una media europea del 64%.

Il 98% degli utenti ha acquistato tramite marketplace nel corso dello scorso anno e 31,6 milioni di persone hanno acquistato online da siti esteri, in particolare si acquista da Cina, UK, Stati Uniti e Germania.

Fonte: Casaleggio Associati

Quali conclusioni possiamo trarre

Non ci vuole l’esperto di turno per concludere che l’e-commerce è una realtà che coinvolge tutti noi e le nostre attività, piccole o grandi.

Non c’è un prodotto che non si possa vendere, in un modo o in un altro on-line perché il pubblico lo cerca sempre più lì.

Pertanto la domanda che ognuno di noi si deve fare è come posso vendere anche io il mio prodotto on-line? E quali sono i giusti canali di penetrazione? A quale fatturato posso puntare e quali investimenti posso sostenere?

I dati che ho riassunto sono solo la punta dell’iceberg perché l’analisi calata sulla realtà di ciascuno è composta da valutazioni difficili, ma una cosa è certa, e-commerce o non e-commerce, internet è l’asset più importante che noi aziende abbiamo e come tale gli va data una estrema importanza nei piani di comunicazione aziendale.